
Ogni cosa da immortal sospiro ad ogni altra è legata.
Vicina o lontana.
Così non puoi cogliere un fiore senza toccare una stella.
!
come si fa a mettere un avatar come hai fatto tu eh eh???complimentoni a te e al morosetto...ed auguri per questo tuo bellissimo pargoletto...^_^ e speriamo che il prossimo certame preveda orde di avventurosi sfidanti!!!!un bacione niane
Mi hanno detto che dovrei ricominciare a scrivere.
Che è sbagliato il motivo per cui ho smesso di farlo.
Non lo so.
Ora ci provo.
Tante cose sono finite come il giardino di casa mia. Abbandonate.
Sono 10 giorni che gli operari lavorano per rimetterlo apposto. Adesso che arriva l'inverno forse potrei provarci anche io.
P.S.
Mi sento tanto sciocca. Credo, non ne sono sicura, si essermi innamorata.
Mento. Sono sicura. Anche se forse è solo la necessità del momento.
Peccato sia la persona sbagliata.... ^^
Mi chiedo quale sia il prezzo per tutto questo.
E' troppo bello per essere vero e ho paura di svegliarmi.
E' venerdì... Mi gira la testa.
g´rftte
Sto congelando, e ancora non nevica.
Ma non è il tempo, come al solito.
Le rose di legno hanno cominciato a cadere e i Giganti stanno bene. O almeno credo. Non mi sono curata molto di loro da quando si sono spezzati.
E forse è questo che mi fa pensare a loro dopo tanto... oltre alle rose cadute, naturalmente. Con tutta la pioggia e tutta la neve che sono scese, erano talmente gonfie d'acqua che non hanno prodotto nemmeno un suono nel finire sotto le ruote dell'auto.
Nel gran bailame di questo periodo ci sono troppi frantumi da buttare via e io sono davvero troppo stanca per continuare.
Altre volte l'ho detto, altre volte mi sono fermata prima di tagliare i ponti.... l'avessi fatto prima!
Adesso però basta.
Facciano qualcosa gli altri, perché io non intendo fare più niente.
Oltretutto, sto pensando di cancellare i blog di Spritz e MNS.... Terrò solo quelli del Castello e di Splinder. I due che andrei a cancellare, in realtà vorrei riorganizzarli, ma mi sembra, adesso, un lavoro oltremodo lungo e pesante... Dovrebbero fare le persone con un 'pulsante rosso', quello che non mancava mai nelle macchine dei cattivi delle Time Bokan.
Un'ultima cosa prima di andare.
Le solite persone, e quelle aggiunte alla lista, sanno come/dove cercarmi.
Finalmente le feste sono finite!
Sono state un periodo pesante, anche se non privo di qualche bel momento.
Al consueto stress natalizio si sono sommati i problemi al pc e ora quelli della linea telefonica. Sono molto, molto irritata anche in questo momento. E poi gli imprevisti, quelli che non mancano mai... però devo dire che in tutto questo ho ricevuto quello che aspettavo, o meglio, non lo aspettavo, ma lo cercavo. Mi riferisco a quella 'totalizzante disperazione' che tante volte ho rimpianto negli ultimi tempi. Sì, per qualche giorno è stato come tornare adolescente, in balia di quello sconforto che brucia ogni ragione e fa sentire vivi solo perché si soffre.
Un pizzico di quel dolore me lo tengo dentro, non ci voglio rinunciare. Non per un masochistico desiderio di sofferenza, ma come monito, per apprezzare il resto.
E' colpa mia, vero, ma non del tutto.
Che non riesca a perdonare fa parte di me. Che mi resti un tarlo dentro che continua a scavare, credo sia umano.
Sono stata acida ultimamente. Molto.
Ma l'aspetto positivo di tutto questo è stato il tempo passato con mio fratello. Era da tanto che non passavamo un po' di tempo assieme. Le notti in bianco fino alle 3, per sistemare il pc, le chiacchiere, il the preso ad ore assurde, mentre tutto dormiva, fuori. Grazie, piccoletto ^^
Mi ha fatto tornare in mente certe notti quando vivevo per i fatti miei. Mi manca quella libertà...
Ma lo sapevo, quando sono tornata qui. Agli amici avevo detto che andavo a seppellirmi e così è stato. Non credo se ne siano resi conto, loro, che fanno parte delle amarezze di questo periodo. Due almeno. Savi, Bea, spero che abbiate ottime scuse SE ci sentiremo ancora.
Non per ripetermi, ma i momenti migliori delle feste, quest'anno sono legati ad Ale. Che poi lui non se n'è nemmeno reso conto, credo, ma mi da detto la cosa più carina che mi sia stata detta da … anni, forse... Non che volesse farmi un complimento. Non credo almeno :-P E' mio fratello infondo, e i fratelli non fanno complimenti, ma si sa che le donne capiscono solo quello che vogliono. Specie se hanno il morale a terra ^^ Eh.. i restauri della Sistina...
A risollevarmi il morale però è stata una foto... di una scorta di cibo... lo so, sono cattiva, ma ci sono situazioni in cui non si può chiedere a una donna di essere meno che perfida!! E in questo caso lo sono immensamente...
Ah e poi la battuta con mamma, davanti al presepe in cimitero... «Dov'è Gesù Bambino?»«In macchina!» Dimenticarsi Gesù Bambino in macchina il giorno di Natale è il colmo! Abbiamo riso cercando di non perdere l'equilibrio tra le neve e il ghiaccio e se me ne ricorderò, ci riderò di sicuro anche in futuro.
C'è stato pure un capodanno completamente fuori dai miei schemi, divertente però. Non è male cambiare, ogni tanto. Per l'anno prossimo ci contenderemo la palma di mettere la casa la Fede e io, pare. Ci pensiamo troppo presto, vero, ma forse da parte mia è solo la voglia di bruciare un altro anno, e poi un altro... se davvero nel 2012 ci sarà la fine del mondo, per allora voglio organizzare una bella festa, con tutti gli amici da me. Almeno non dovrò chiedermi dove stanno e come stanno le persone a cui tengo. Quindi, 22 dicembre 2012, tutti da me. In modo o nell'altro!
XD il bello è che non so nemmeno io dove sarò!
Ci sono state anche altre cose. Alcune talmente belle che non ci voglio pensare. Ho paura che si rivelino delle bolle di sapone. Prima di tutto bisogna vedere SE ci sarà la possibilità di realizzare certe cose o se erano solo chiacchiere nate da un momento particolare.
L'idea di proseguire riprendendo il progetto originale però mi stimola immensamente. Il mio progetto realizzato come io lo volevo, almeno in parte... beh, non siamo ipocriti: ci sarebbe anche una considerevole parte di 'vendetta, tremenda vendetta' a rendere il tutto tanto allettante.
Inutile fantasticare però, meglio stare coi piedi per terra e vedere come la situazione si evolve. Se si evolve.. purtroppo non posso essere io a mettere in moto, questa volta.
Eppure... “anche i castelli in aria hanno bisogno di solide fondamenta”... da quando ho sentito questo proverbio, è diventato uno dei miei preferiti!
Questo è quanto. Gastrite a parte, dato che ormai vomito tre volte al giorno e vivo di pastiglie.. e il gatto pare abbia il diabete... Fortuna che tra quattro mesi vado in vacanza. Salvo imprevisti. Devo ricordarmi di rinnovare il passaporto...
Stime dell'anno:
la Ge ha avuto un bambino
la Marina ha avuto il secondo figlio
Michele è diventato papà
la Ele si è separata
Andrea è andato a convivere
… come passa il tempo!
Se fai indigestione di un dolce, tanto da stare male ogni volta che lo vedi, per quanto continui a piacerti, la colpa è tua o del dolce?La colpa è del paracadutista che si è lanciato senza sincerarsi che il paracadute funzionasse, e ora è in caduta libera, con un paracadute che non si apre.
Sto scoprendo che genere di madre potrei essere.
Fino a poco fa avrei detto 'pessima', tanto per continuare la tradizione di famiglia, ma adesso, no.
Rispetto ai miei due 'bambini' sto sperimentando tante cose, l'attaccamento, tanto che non vorrei vederli crescere per tenerli con me e l'orgoglio di vedergli fare delle decisioni che approvo, la delusione per gli sbagli, l'apprensione per la lontananza...
Nuala da tanto tempo taceva. Avrebbe voluto parlare con Alice e la guardava attraverso lo specchio. Ma attraverso lo specchio Nuala non vedeva solo Alice. Vedeva il Castello, vuoto e silenzioso, in tutte le sue stanze e vedeva il regno e la gente che ci viveva.
Vedeva i sogni di Alice, che per qualche tempo erano stati anche i suoi e che si sono smarriti da qualche parte, sospesi tra lei e Alice, vaganti nel Castello, diventati vivi e indipendendi, senza bisogno di essere più sognati. Alcuni, quanto meno.
Continua il periodo "neroneronero". A volte vorrei restare a guardare la luce riflessa sul legno della porta dalla stufa alogena, che somiglia tanto alla luce di un caminetto.
La cosa che mi amareggia forse di più è non riuscire a scrivere come vorrei, come sento, perché 'sento', e poi non ho il tempo e la forza per 'scrivere'. E comunque a chi importa?
Le cose 'fastidiose' sono talmente tante che le ignoro perché pensarle tutte non sarebbe diverso da fare la lista della spesa.
Ti sei scordato...
Hai detto..
Non hai detto...
Hai fatto...
Non hai fatto...
Manca...
Manchi...
Come sempre le persone lasciano un segnano quando entrano e quando escono. Presenze, o poco più, che creano diramazioni, incroci, altre strade e per quanto generalmente riesca a controllare quasi tutto, non è giusto. Non dovrei. E' più facile farlo però ed è irritante quando qualcuno cerca di uscire dallo schema tracciato... diciamo la verità: ODIO ODIO ODIO .... no, non posso dirlo. Ci sono cose che non posso dire perché... perché le solite animelle troppo sensibili poi soffrono/si scandalizzano/restano traumatizzate.
Evviva l'ipocrisia!
Amo essere cinica. Almeno quando ci riesco.
Davvero, se dicessi quello che penso ci sarebbero tante, tante persone che potrebbero odiarmi per non odiarsi. E' sempre la stessa storia.
Ma un errore l'ho fatto anche io, questa volta. Ho continuato a dire di no, e poi ho fatto sì.
E per un momento ho anche creduto che quel sì fosse sincero. Mi pento e mi dolgo di essere stata sincera.
Non lo sarò più. Prometto di provarci.
Non ne vale la pena.
No.
Meglio essere "bugiardi e peccatori".

Nuala vegliava e Alice sognava.
E Nuala sapeva che Alice sognava di essere sveglia.
Nuala aveva tante cose da raccontare ad Alice. Tante quante i granelli di polvere accumulate nei secoli davanti alla porta che non veniva mai aperta.
C'era silenzio nel Castello, solo gli orologi continuavano a ticchettare e Nuala parlava ininterrottamente con Alice, come se lei potesse ascoltarla e immaginava le risposte che Alice le avrebbe dato.
La sua voce era muta come muta era Alice addormentata e il riflesso di Nuala nello specchio era l'unica compagnia che la castellana avesse da tanto, tanto tempo.
C'erano sale da ballo dove ballava solo il riflesso della luce che entrava dai vetri e strumenti accordati che attendevano di essere suonati solo dall'aria.
E Nuala parlava ininterrottamente alla sua Alice. Le raccontava di come avesse avuto ragione lei, di come però non soffrisse, come se anche lei dormisse, anche se non riusciva più a chiudere gli occhi. Le parlava di quel vuoto e del freddo senza brividi e pregava che i sogni di Alice non diventassero incubi.
Perché a differenza sua, Alice piangeva ancora, di quando in quando.
Il sesso
cerca la tormenta,
chiaro che dopo si spaventa.
Perché il sesso
non trova mai la soluzione,
è un insicuro irrazionale.
Si, perché l’amore
è forte come il vento,
ma dopo che ci sei stato a letto
cambia atteggiamento.
E allora lì diventa logico e patetico
e allora lì… e allora lì…
Il sesso dice che è un po’ stanco,
è davvero stronzo!
Non si sente pronto!
È chiaro che l’amore pensa, ripensa
e conclude che secondo lui
È il sesso che rovina sempre tutto,
perché il sesso è l’amore con il trucco.
Il sesso li ti lascia vuoto dentro.
Il sesso ha rovinato il mondo,
perché il sesso non prende decisioni serie,
trova scuse, non vuole star con te…
E la poesia dov’è?
Cioè, mettiamo il caso
che un sesso dice ad un amore
io ti bacerei lì
lì sulla caviglia
all’altezza, l’altezza della Puglia
poi risalgo su, fino a Bologna
poi riscendo giù, giù fino a Firenze
poi mi fermo un mese su a Milano
L’amore dice “sei un cretino”
o basta molto meno
“cercati un lavoro!”
E’ chiaro che il sesso
pensa, ripensa e conclude
che secondo lui
È l’amore che
capisce sempre male,
è l’amore che
non sa giocare,
si perché l’amore crede nell’amore si,
ma sotto il nome di un segno zodiacale
Poi l’amore si compra mille scarpe
e non lo sa che il sesso
lo guarda un po’ più su!
Furbi!
Siamo sempre troppo furbi!
Ma il sesso e i sentimenti
sono degli intelligenti…
E’ il sesso, è l’amore…
Siamo allo sbando!
[img]http://blufiles.storage.live.com/y1p6-Ri4yX-YcwrTBf5lK1qCcm5kHewd65nNXUyo8ys69vizBn149nt3Tz8tVAvUksiD92_h13Xd04[/img]
La donzelletta vien dalla campagna
in sul calar del sole,
col suo fascio dell'erba; e reca in mano
un mazzolin di rose e viole,
onde, siccome suole, ornare ella si appresta
dimani, al dí di festa, il petto e il crine.
Siede con le vicine
su la scala a filar la vecchierella,
incontro là dove si perde il giorno;
e novellando vien del suo buon tempo,
quando ai dí della festa ella si ornava,
ed ancor sana e snella
solea danzar la sera intra di quei
ch'ebbe compagni nell'età piú bella.
Già tutta l'aria imbruna,
torna azzurro il sereno, e tornan l'ombre
giú da' colli e da' tetti,
al biancheggiar della recente luna.
Or la squilla dà segno
della festa che viene;
ed a quel suon diresti
che il cor si riconforta.
I fanciulli gridando
su la piazzuola in frotta,
e qua e là saltando,
fanno un lieto romore;
e intanto riede alla sua parca mensa,
fischiando, il zappatore,
e seco pensa al dí del suo riposo.
Poi quando intorno è spenta ogni altra face,
e tutto l'altro tace,
odi il martel picchiare, odi la sega
del legnaiuol, che veglia
nella chiusa bottega alla lucerna,
e s'affretta, e s'adopra
di fornir l'opra anzi al chiarir dell'alba.
Questo di sette è il più gradito giorno,
pien di speme e di gioia:
diman tristezza e noia
recheran l'ore, ed al travaglio usato
ciascuno in suo pensier farà ritorno.
Garzoncello scherzoso,
cotesta età fiorita
è come un giorno d'allegrezza pieno,
giorno chiaro, sereno,
che precorre alla festa di tua vita.
Godi, fanciullo mio; stato soave,
stagion lieta è cotesta.
Altro dirti non vo'; ma la tua festa
ch'anco tardi a venir non ti sia grave. [/b][/i]
Lascio a Giacomo quel che è di Giacomo.
Lo dice meglio di me.
Però la fiera era bella ^^[/i]
Candele si accendono e si spengono a ritmo alterno, un requiem e una marcia nuziale.
A volte la mancanza di dolore si tramuta in doloro a propria volta.
Angoscia. Un po’ come saltare nel vuoto.
Adesso non ho le forze per esprimere quello che ho dentro e poi… poi non ne varrà più la pena, come tutto quello che mi capita in questo periodo.
Sto sbagliando qualcosa.
E questa volta ho davvero paura che a pagare sarò che io.
Non so se è una specie di fiammata di ritorno di tutto quello che fatto, fatto sta che mi mette una paura folle e ho paura di fare anche un solo passo avanti.
Forse la paura mi sta condizionando.
Avrei voglia e bisogno di parlarne, sfogarmi… e soprattutto di andare via di qui.
Quanto vorrei andare via di qui…
Ci sono ore del giorno che hanno una specie di potere magico. Ore in cui succedono cose che non potrebbero capitare a nessun’altra ora.
E’ un periodo.. bello. Non privo di problemi, ma bello.
Devo ancora fare i conti con la macchina imperfetta, che come sempre parte e accelera come e quando vuole lei, fregandosene della ragione e dell’oggettività.
Ma è per questo che è imperfetta, no?
All’improvviso è come essere risaliti su quel treno perso tanto tempo fa e… beh… ^^ era tanto che non stavo così bene.
Nuala vestita di nero bussa alla porta in cima alla torre.
«Alice svegliati, ti devo parlare...»
Ma non risponde Alice, addormenta, Alice vestita di bianco, Alice ferita che non può più parlare.
Nuala si siede contro la porta e il muro di pietre, da secoli non ha più le ali a ingombrarle le spalle.
«Alice mia cosa devo fare?»
«Si farà male qualcuno.»
«Ah! Questo lo so e sto andando avanti comunque.»
«E non t'importa che chi si farà male lo farà per te?»
«Dovrebbe?»
«No. Non a te.»
«E a te?»
«Io mi farò male quado gli farai male, ma a te non importa ed è giusto così. Il dormo, tu vegli. Io sogno, tu vivi.»
«E'il nostro patto.»
«Non eri tu che volevi infrangerlo?»
«Credo di si. Una volta.»
«NOn lo vuoi più?»
«No... Potrei temere gli incubi nel sonno. Tu non vegleresti come veglio io. E poi, avrei troppo tempo per pensare, da sola dietro questa porta.»
«Ti terrei compagnia io.»
«Tu non parli. E nemmeno adesso, per la verità mi hai risposto.»
«E' vero.»
«E allora cosa devo fare?»
«Lo sa già.»
«Ma non so se voglio...»
«Io non posso dirti altro.»
«Buona notte, Alice»
«Buon notte, Nuala»
E Nuala sognatrice scende per la millessima volta le scale di peitra, lasciando che Alice dietro lo specchio si volti stringendo la bambola nera. Nel suo abbraccio la bambola bianca reclina il capo di porcellana e la notte scivola sul lago abbandonato dalla sua dama. Tutto il castello dorme.
Tutto il regno sogna.
La sabbia del tempo copre ogni cosa.
Ieri sono stata a Fiera di Primiero. Uno di quei bei posti dimenticati della mia infanzia, ma soprattutto, montagna. Ne avevo bisogno. Boschi, prati, 12 gradi su su in cima, dove abbiamo pranzato, ovviamente in maniche corte perché non avevamo pensato di arrivare a quota 2200. La meta era un’altra quando siamo partiti.
Comunque bello. Comunque, finalmente, ‘vacanza’ vera. Come ai laghi di Plitvice il mese scorso, ma anche di più.
Ha cominciato a diluviare presto però, addirittura a grandinare, quando eravamo vicino al Cant del Gal, a vedere il torrente. Acqua sotto, acqua sopra… se non avessi avuto il raffreddore già prima l’avrei comunque preso ieri!
In ogni caso, pensa e ripensa… sto coltivando fiori che non dovrei. E so perché lo faccio.
Per adesso va bene così. Va bene solo per il mio egoismo però… le conseguenze?
Non sono ancora abbastanza lucida per pensarci. Lo farò presto. Per ora, avanti! Basta andare avanti sempre, il resto, in qualche modo si accomoda.
Persone a cui voglio bene. Persone che me ne vogliono… una che manca. Sempre una.
Domenica notte sono tornata dalla mia troppo breve vacanza. Che bene mi ha fatto! Ne avevo decisamente bisogno e non mi rendevo conto forse nemmeno io “quanto”! Peccato solo sia stata tanto breve. Sarei rimasta lì almeno una settimana!! Un posto tanto bello non lo avevo immaginato nemmeno vedendo le foto che avevo trovato in internet. Comunque non è stato solo quello, ma rivedere tutta quella gente… quelle persone che conosco da una vita intera, alcune simpatiche altre meno. Decisamente meno. E decisamente di più.
Alcuni non cambiano proprio mai mai mai… a distanza di 15, 20 anni fanno sempre gli stessi discorsi, le stesso domande sfacciate, inopportune e i soliti commenti idioti che rivelano tutta la loro superficialità.
Viene da chiedersi com’è che quelle persone si sono realizzate tanto bene e altri, molto più in gamba non sanno come barcamenarsi da un giorno all’altro… va beh…
Una cosa che mi ha fatto tanto, tanto, tanto piacere è sapere che una di queste persone, che stimo tantissimo, è venuta, almeno in parte, a capo di un mistero.
50 anni della sua vita rovinati da un segreto che comincia finalmente ad essere svelato, mano a mano che le persone muoiono e i documenti vengono alla luce… come deve essere vivere sapendo di essere ‘qualcun altro’, ma non sapere chi? Arrivare a oltre la metà della tua vita e scoprire per la prima volta il tuo vero nome, la tua vera data di nascita… e che sei stata venduta per… nascondere un segreto… spero, prima o poi, di sapere tutta la storia.
Di sicuro è un romanzo avvincente, ma pensare che non è un romanzo, ma una storia vera, di una persona che conosci e che stimi tanto dà al tutto contorni diversi.
E poi le cose “normali”: i figli di chi si sono sposati, chi sta per diventare nonno, e chi è andato a vivere per i fatti suoi dopo aver trovato lavoro a X distanza da casa…
Full immersion nei pettegolezzi di paese… qualche volta fa bene. Ti fa accorgere di come il tuo tempo lineare, che va avanti troppo in fretta, ormai, avanza anche lateralmente. Rende tridimensionali quei ricordi di persone che non vedi da un anno all’altro e magari che non incontri più dalle medie, ma intanto si sono sposate, hanno avuto figli, si sono trasferite… nel caldo e nel sole dell’estate, col libro di torno della Yoshimoto in mano sono notizie particolari. Hanno lo stesso sapore di quei romanzi. E’ la stagione giusta per leggere i libri della Yoshimoto. In altro momenti dell’anno hanno un sapore diverso. E hanno la lunghezza giusta per accompagnare questo genere di brevissima vacanza. Un momento di riposo rubato.
O come certe belle giocate, quando arrivi alla fien col fiato un po’ trattenuto e non sai che altro dire perché i pg in gioco hanno detto già tutto. Hanno vissuto.
E i giocatori che li muovono potrebbero benissimo non esistere.
Sarebbe bello, ma probabilmente sarebbe impossibile vivere sempre con quel tipo di intensità.
Saremmo tutti Effimere se vivessimo così.
Bisogna anche respirare, di tanto in tanto.
Ascolterei volentieri le cicale.